sabato, dicembre 30, 2006

La tregua di Natale

La tregua di Natale
Quando l'uomo dice no alla guerra - 22 dicembre 2006
di David G. Stratman - Link alla pagina originale
Tradotto per www.disinformazione.it da Stefano Pravato

Il giorno di Natale del 1914, nel primo anno della prima guerra mondiale, i soldati tedeschi, inglesi e francesi disobbedirono ai loro superiori e fraternizzarono con “il nemico” lungo due terzi del fronte occidentale. Le truppe tedesche innalzarono alberi di Natale fuori delle trincee con le scritte “Buon Natale.” “Voi non sparate, noi non spariamo.” A migliaia, le truppe attraversarono la terra di nessuno su cui giacevano sparsi corpi in decomposizione. Cantarono i canti di Natale, si scambiarono le foto dei cari rimasti a casa, condivisero le razioni, giocarono a calcio, arrostirono persino alcuni maiali. I soldati abbracciarono gli uomini che solo poche ore innanzi cercavano di uccidere. Si misero d'accordo per avvertirsi se i superiori li avessero obbligati a imbracciare le loro armi e di mirare in alto.

Agli alti comandi, di entrambe le parti, vennero i brividi. Stava succedendo il disastro: soldati che dichiarano la loro fratellanza e che rifiutano di combattere. I generali, da tutte e due le parti, dichiararono questo pacificarsi spontaneo come tradimento e pertanto conforme alla corte marziale. Entro marzo 1915 il movimento di fraternizzazione era stato sradicato e la macchina di morte rimessa completamente all'opera. Al momento dell'armistizio nel 1918, quindici milioni di persone erano state massacrate.

Poche persone sanno la storia della tregua di Natale. I capi militari non hanno infranto le loro regole per renderla pubblica. Il giorno di Natale del 1988, una cronaca nel Boston Globe accennava che una radio FM locale aveva mandato in onda “Natale nelle trincee,” una ballata sulla tregua di Natale, parecchie volte e c'era stato un effetto stupefacente. A Boston, la canzone era diventata il pezzo più richiesto durante le feste su parecchie stazioni FM. “Ancor più stupefacente del numero di richieste avute è la reazione seguente alla ballata degli ascoltatori che non l'avevano mai sentita prima,” ha detto il conduttore. “Mi telefonavano profondamente commossi, a volte in lacrime, chiedendo, 'Cosa diavolo ho appena ascoltato?'”

Penso di sapere perché gli ascoltatori si erano commossi. La storia della tregua di Natale va contro la maggior parte delle cose che ci hanno insegnato circa la gente. Ci fa dare un'occhiata di un mondo come vorremmo che fosse e dice, “Questo, una volta, è veramente accaduto.” Ci ricorda di quei pensieri che manteniamo celati, fuori della portata della TV e degli articoli di giornale che ci dicono come la vita umana sia insignificante e meschina. È come sentire che i nostri desideri più profondi in verità sono giusti: realmente il mondo potrebbe essere differente.

Estratto da “We CAN Change the World: The Real Meaning of Everyday Life” di David G. Stratman (New Democracy Books, 1991).

Per i fan dell'evento: copiosa filmografia (e bibliografia, of course).


Ora passiamo ai dettagli tecnici:

Va notato che allo scoppio del conflitto la propaganda si adoperò molto per dipingere il nemico come privo di scrupoli o di morale, ed assicurava inoltre che la guerra sarebbe finita prima di Natale. Durante la tregua i soldati scoprirono che nelle trincee nemiche si trovavano uomini esattamente come loro, e che anzi avevano molto più in comune con questi soldati, rintanati in trincee umide e pericolanti come le loro, che non con i loro più alti superiori. I comandanti britannici Sir John French e Sir Horace Smith-Dorrien diedero ordine che una tale tregua non si ripetesse mai più. In tutti gli anni di guerra che seguirono, vennero ordinati bombardamenti di artiglieria alla vigilia di Natale per assicurarsi che non si verificassero più interruzioni nei combattimenti. Inoltre le truppe vennero fatte ruotare in diversi settori del fronte per impedire che familiarizzassero apertamente con il nemico. Nonostante queste misure ci furono ancora pochi incontri amichevoli tra i soldati dei due schieramenti, ma su una scala molto minore rispetto a quanto avvenne nel 1914. (it.wikipedia)

P2P, Peaceful2Peaceful: agenti in connessione diretta tra loro fanno emergere comportamento pacifico non deliberatemente pianificato da alcun centro decisionale. Distributed pacifism.

The truce occurred in spite of opposition at higher levels of the military. Earlier in the autumn, a call by Pope Benedict XV for an official truce between the warring governments had been ignored. (en.wikipedia)

O p2p, o niente.

During the first 2 years after the lines of the Western Front stabilized, other situations of informal armistice (i.e. armistice not imposed by high command), were recognized by both sides. According to anecdotes, inexperienced British commanders were astonished to find British and German forces both exposing themselves above the trench line within clear range of enemy guns. Artillery was often fired at precise points, at precise times, to avoid enemy casualties by both sides. This has been described as an instance of the iterated prisoner's dilemma by the sociobiologist Richard Dawkins. Situations of deliberate dampening of hostilities also occurred by some accounts, e.g. a volley of gunfire being exchanged after a misplaced mortar hit the British line, after which a German soldier shouted an apology to British forces, effectively stopping a hostile exchange of gunfire. (en.wikipedia)

Dalla lettera di un soldato inglese:

They say they won't fire tomorrow if we don't so I suppose we shall get a bit of a holiday — perhaps. After exchanging autographs and them wishing us a Happy New Year we departed and came back and had our dinner. We can hardly believe that we've been firing at them for the last week or two — it all seems so strange. At present its freezing hard and everything is covered with ice. There are plenty of huge shell holes in front of our trenches, also pieces of shrapnel to be found. I never expected to shake hands with Germans between the firing lines on Christmas Day and I don't suppose you thought of us doing so.